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«Ecco, noi saliamo a Gerusalemme…” (Mt 20,18)».

Quaresima: tempo per rinnovare fede, speranza e carità.

Cari fratelli e sorelle, 

annunciando ai suoi discepoli la sua passione, morte e risurrezione, a compimento della volontà del Padre, Gesù svela loro il senso profondo della sua missione e li chiama ad associarsi ad essa, per la salvezza del mondo.

Nel percorrere il cammino quaresimale, che ci conduce verso le celebrazioni pasquali, ricordiamo Colui che «umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce» (Fil 2,8). In questo tempo di conversione rinnoviamo la nostra fede, attingiamo l’“acqua viva” della speranza e riceviamo a cuore aperto l’amore di Dio che ci trasforma in fratelli e sorelle in Cristo. Nella notte di Pasqua rinnoveremo le promesse del nostro Battesimo, per rinascere uomini e donne nuovi, grazie all’opera dello Spirito Santo. Ma già l’itinerario della Quaresima, come l’intero cammino cristiano, sta tutto sotto la luce della Risurrezione, che anima i sentimenti, gli atteggiamenti e le scelte di chi vuole seguire Cristo.

Il digiuno, la preghiera e l’elemosina, come vengono presentati da Gesù nella sua predicazione (cfr Mt 6,1-18), sono le condizioni e l’espressione della nostra conversione. La via della povertà e della privazione (il digiuno), lo sguardo e i gesti d’amore per l’uomo ferito (l’elemosina) e il dialogo filiale con il Padre (la preghiera) ci permettono di incarnare una fede sincera, una speranza viva e una carità operosa.

<<LEGGI TUTTO IL MESSAGGIO>>

 

La lettera pastorale del vescovo Pierantono è stata pubblicata ed è disponibile in segreteria parrocchiale. Cliccando sull'immagine è possibile rivedere la  presentazione di martedì 22 settembre presso il Centro Pastorale Paolo VI.

 

La lettera del vescovo Pierantonio e il video

Carissimi tutti,

in questi giorni mi ritorna spesso alla mente questa frase del Libro dell’Apocalisse: “Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese” (Ap 2-3). È la frase che scandisce le sette lettere inviate da Giovanni, l’apostolo profeta, alle sette Chiese dell’Asia a nome del Cristo risorto. Essa suona come un invito a leggere la situazione della propria Chiesa a partire dagli eventi in corso, per capire in che modo assecondare l’azione dello Spirito e dare compimento all’opera di redenzione del Risorto. A questa frase, sempre nella mia mente, se ne affianca un’altra, che viene dal Libro dei Salmi: “L’uomo nella prosperità non intende, è come gli animali che periscono” (Sal 49,21). È proprio vero: a volte le condizioni di eccessiva prosperità ci impediscono di comprendere il senso profondo delle cose. L’improvvisa esperienza della precarietà e della debolezza, normalmente accompagnata anche dal dolore, ci apre gli occhi e ci rende più capaci di leggere la realtà.

CONTINUA QUI

 

Carissimi, il Signore è risorto. Il canto riecheggia solenne anche in questa situazione di prova. La gioia, ci ha promesso il Signore, sarà piena, dopo il travaglio del parto. Il Signore, proprio perché è risorto va preparando qualcosa di grande, di nuovo, lo sta già costruendo. Chi se ne accorge? Chi ha un cuore umile e povero e si affida sinceramente a Lui. Se ci badate pare che nei media, a parte le trasmissioni dedicate, la fede sia marginalizzata. Davvero la fede è impotente di fronte a questa emergenza? Davvero i cristiani pregano coltivando una illusoria speranza? Al Signore basterebbe una parola per liberarci da queste angustie. Ma Lui ama operare nel silenzio e nel nascondimento, rispettando i nostri tempi. Lui vuole insegnarci qualcosa di decisivo, che è racchiuso nel mistero pasquale, nella passione e risurrezione di Cristo. Solo se accettiamo di lasciarci immergere, battezzare, nella sua passione, in un amore totale a Dio e ai fratelli, allora saremo immersi nella Risurrezione per la vera Vita, battezzati nello Spirito Santo. Non dobbiamo farci illusioni che tutto tornerà come prima. Dovremo ripensare la nostra vita e la meta che ci attende nella Luce del Risorto. Allora, se sarà guarito il nostro cuore, guarirà il nostro rapportarci con Dio, con i fratelli, con uno stile di vita più evangelico, con una sobrietà che ci permetterà di operare per il bene che nella Risurrezione diviene partecipazione alla Pace che non avrà mai fine. In questa Luce gli auguri più sinceri per voi e per le vostre famiglie. Maria, nostra madre, e s. Rocco nostro patrono, pregano per noi. Uniamoci con loro nella lode a Dio per le opere meravigliose del suo Amore. Vi porto ogni giorno nell'Eucaristia perché sappiate che l'augurio di buona Pasqua è un dono quotidiano per ciascuno di Voi.

ll Signore vi benedica.

d. Roberto

 

 

Entriamo nella Settimana Santa. Celebriamola con fede

Carissimi,
siamo alle porte della Settimana Santa. E' il cuore dell'Anno liturgico e sappiamo come ci è chiesto di viverla. Ci è chiesta pazienza, umiltà e fede. Dobbiamo rinunciare a tanti aspetti che abitualmente segnavano la celebrazione del mistero pasquale. Ci è chiesto di viverla con il cuore più intensamente, in casa, ma con il cuore rivolto a Dio, al suo amore, ai fratelli.

Leggi tutto: La Settimana Santa

Parrocchia Ghedi

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