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“Cercate di essere veramente giusti”

(Deuteronomio 16, 18-20)

In tutto il mondo, come cristiani, ci riuniamo in preghiera per crescere nell’unità. Lo facciamo in un mondo in cui la corruzione, l’avidità, l’ingiustizia causano disuguaglianza e divisione. La nostra è una preghiera unita in un mondo frantumato, per questo è incisiva. Ciò nonostante, come singoli e come comunità siamo spesso complici di ingiustizie, laddove, invece, come cristiani siamo chiamati a rendere una testimonianza comune in favore della giustizia, e ad essere uno strumento della grazia guaritrice di Dio in un mondo lacerato.

Leggi tutto: 52a Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

Ai suoi discepoli riuniti per l’ultima cena Gesù disse: «Fate questo come mio memoriale». Obbedendo alle sue parole da duemila anni i cristiani continuano a ricordarsi, nella loro liturgia, il dono della vita che Gesù ha fatto. La celebrazione dell’Eucaristia guarda verso il passato e lo mantiene presente come una sorgente della vita che continua in seno alla comunità cristiana. Però questa celebrazione è molto di più di un semplice ricordo di cose che accaddero molto tempo fa. La parola «memoriale» non indica un atto della memoria umana per salvare dall’oblio un evento del passato, piuttosto esprime il fatto che, nell’adorazione e nel culto del suo popolo, è Dio che mantiene vivo nel presente le sue «meraviglie» passate, in altri termini i suoi potenti atti di misericordia e di salvezza. A maggior ragione, poiché Gesù è risorto dai morti e dunque vivo per sempre, la sua presenza non viene mai meno in seno alla comunità dei discepoli,

Leggi tutto: L'Eucarestia

«Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti» (Mt 24,12)

Cari fratelli e sorelle,

ancora una volta ci viene incontro la Pasqua del Signore! Per prepararci ad essa la Provvidenza di Dio ci offre ogni anno la Quaresima, «segno sacramentale della nostra conversione»,[1] che annuncia e realizza la possibilità di tornare al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita.

Anche quest’anno, con il presente messaggio, desidero aiutare tutta la Chiesa a vivere con gioia e verità in questo tempo di grazia; e lo faccio lasciandomi ispirare da un’espressione di Gesù nel Vangelo di Matteo: «Per il dilagare dell’iniquità l’amore di molti si raffredderà» (24,12).

Questa frase si trova nel discorso che riguarda la fine dei tempi e che è ambientato a Gerusalemme, sul Monte degli Ulivi, proprio dove avrà inizio la passione del Signore. Rispondendo a una domanda dei discepoli, Gesù annuncia una grande tribolazione e descrive la situazione in cui potrebbe trovarsi la comunità dei credenti: di fronte ad eventi dolorosi, alcuni falsi profeti inganneranno molti, tanto da minacciare di spegnere nei cuori la carità che è il centro di tutto il Vangelo.

 
 

EUCARESTIA E MISSIONE

Temi proposti nelle omelie

- Missionari nella via della Croce

- Missionari nel segno della carità, della giustizia e della pace

- L’attenzione ecumenica e universale dell’Eucaristia

- Testimoni del Regno nel mondo

MISSIONARI DEL VANGELO DELLA GIOIA

L’unico modo per far giungere il Vangelo a tante persone è quello di trasformare la comunità cristiana in una “Chiesa in uscita”. (...) “Uscire” vuol dire andare verso le “periferie”, geografiche ed esistenziali, della città, delle parrocchie, del mondo che ha fame e sete di Dio; cercare le persone nel loro ambiente di vita e cogliere, con amicizia, le varie occasioni di incontro e i momenti cruciali della vita, per avvicinarle e testimoniare loro l’amore di Dio.

Leggi tutto: Giornate eucaristiche 2018

La grazia che è apparsa nel mondo è Gesù, nato dalla Vergine Maria, vero uomo e vero Dio. Egli è venuto nella nostra storia, ha condiviso il nostro cammino. È venuto per liberarci dalle tenebre e donarci la luce. In Lui è apparsa la grazia, la misericordia, la tenerezza del Padre: Gesù è l'Amore fattosi carne. Non è soltanto un maestro di sapienza, non è un ideale a cui tendiamo e dal quale sappiamo di essere inesorabilmente lontani, è il senso della vita e della storia che ha posto la sua tenda in mezzo a noi.

I pastori sono stati i primi a vedere questa "tenda", a ricevere l'annuncio della nascita di Gesù. Sono stati i primi perché erano tra gli ultimi, gli emarginati. E sono stati i primi perché vegliavano nella notte, facendo la guardia al loro gregge. È legge del pellegrino vegliare, e loro vegliavano. Con loro ci fermiamo davanti al Bambino, ci fermiamo in silenzio. Con loro ringraziamo il Signore di averci donato Gesù e con loro lasciamo salire dal profondo del cuore la lode della sua fedeltà. Ti benediciamo, Signore Dio altissimo, che ti sei abbassato per noi. Tu sei immenso e ti sei fatto piccolo; sei ricco e ti sei fatto povero; sei l'onnipotente e ti sei fatto debole.

Dio ci ama, ci ama tanto che ha donato il suo Figlio come nostro fratello, come luce nelle nostre tenebre. Il Signore ci ripete: «Non temete» (Lc 2,10). Come hanno detto gli angeli ai pastori: «Non temete». E anch'io ripeto a tutti voi: non temete! Il nostro Padre è paziente, ci ama, ci dona Gesù per guidarci nel cammino verso la terra promessa. Egli è la luce che rischiara le tenebre. Egli è la misericordia: il nostro Padre ci perdona sempre. Egli è la nostra pace. Amen

Papa Francesco, Natale 2013

Parrocchia Ghedi

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